SIRMIONE IN CONCERTO 2018

  • Quando 09/06/2018 08/09/2018

SIRMIONE IN CONCERTO 2018
CAMERISTI DELLA SCALA AND FRIENDS

9 giugno, grotte di Catullo
Giovanni Sollima violoncello con
Elena Faccani violino e viola, Massimo Polidori violoncello,
Gianni Arfacchia percussioni

The food of love,
If music be the food of love, play on!
Music around Shakespeare
John Dowland
“Come Again” (viola e due violoncelli)
Alessandro Piccinina
“Chaconne” (viola, due violoncelli)
Dario Castello
Sonata X (da Sonate in Stil Moderno, Venezia 1629) (viola, due violoncelli)
Giovanni Sollima
Guglielmo Scrollalanza (lost years, mysteries and dances, 2015) (viola, due violoncelli e percussioni)
William Byrd
The Earle of Salisbury (Pavan) (viola, due violoncelli e percussioni)
Giuseppe Verdi
La canzone del velo
Edward Elgar
Salut d’amour
Elvis Costello
“Miss Machbet”(viola, due violoncelli e percussioni)
Juan Aranes
Chacona “A la vida bona” (viola, due violoncelli e percussioni)
Giuseppe Verdi
Tutto nel mondo è burla (dal Falstaff), versione G.Sollima (viola e due violoncelli)
Athanasius Kircher
Antidotum Tarantulae (1644) (viola, due violoncelli e percussioni)
Ali Ufki Bey
“Nikriz Pesrev”(viola, due violoncelli e percussioni)
Giovanni Sollima
Variazione I da “Il Caravaggio rubato” (2016)(viola, due violoncelli e percussioni)
Giovanni Sollima

The Division Viol (Citarruni) (2009)(due violoncelli e percussioni)

30 giugno, grotte di Catullo
Cameristi della Scala
Richard Galliano accordeon
Massimo Mercelli flauto
G.Sollima
Contrafactus 2000 per flauto ed archi
A.Piazzolla
Milonga del angel per violino e archi
Laura Marzadori violino
R. Galliano
Opale Concerto per accordeon e archi
A. Piazzolla
Contrabajando per contrabbasso e archi
Giuseppe Ettorre
contrabbasso
Primavera Portenã per accordeon e archi
A. Vivaldi/R. Galliano
“Summer”
per accordeon e archi
R. Galliano
La Valse a Margaux per flauto, accordeon e archi

20 luglio, castello scaligero
Quintetto di ottoni dell’opera di Milano
S.Scheidt, Gagliard Battaglia
J.J.Mouret, Rondeau
G.F.Handel, Fuochi d’artificio
J.Pachelbel, Canon
J.Brahms, Danza ungherese n.5
J.Strauss, Trisch-Trasch Polka
G Bizet, Carmen fantasy
G.Verdi, Fantasia da Traviata
P.Mascagni, Cavalleria rusticana,
intermezzo
G.Verdi, Aida (marcia trionfale)
N.Rota, otto e mezzo
E.Morricone, C’era una volta il west, Nuovo Cinema Paradiso
N.Piovani, La vita è bella
John Newton, Amazing Grace

27 agosto, grotte di Catullo
Percussionisti della Scala

Hans-Günter Brodmann
Greetings to Hermann
Chick. Corea
Children’s Songs
Hermann Regner
Changing Patterns
Steve Reich
Il Castello interiore
Clapping Music
David Friedman & Dave Samuels
Carousel

8 settembre, grotte di Catullo
Trio Marzadori Faccani Polidori
Laura Marzadori violino, Elena Faccani viola, Massimo Polidori violoncello
Franz Schubert
Trio in si bem magg.
Johann Sebastian Bach
Variazioni Goldberg
(Trascrizione per trio d’archi)

If music be the food of love, play on
Give me excess of it, that, surfeiting,
The appetite may sicken, and so die. »
(Se la musica è l’alimento dell’amore, seguitate a suonare,
datemene senza risparmio, così che, ormai sazio,
il mio appetito se ne ammali, e muoia.)

(William Shakespeare.Twelfth Night, or What You Will , Orsino, atto 1 scena 1)

Questo primo festival musicale nella terra di Catullo, massimo cantore dell’amore
dell’antica Roma, si apre nel nome del grande poeta dell’amore dell’età moderna, William Shakespeare.
Giovanni Sollima, virtuoso del violoncello e celebre compositore, ci propone un percorso musicale intorno al genio del teatro inglese attraverso brani dal ‘600 ai giorni nostri.
Ascolteremo, nelle personalissime trascrizioni dello stesso Sollima, una canzone del
musicista inglese, contemporaneo di Shakespeare, John Dowland, una sonata di
Dario Castello, violinista e piffaro a Venezia, probabilmente allievo di Monteverdi per il carattere estremamente teatrale e visionario della sua musica, una Pavane di William Byrd, massimo esponente dello stile polifonico in età elisabettiana.
In Miss Macbeth, del 1989 il chitarrista e compositore Elvis Costello, esponente di spicco del rock-pop britannico, usa un procedimento armonico che affonda le radici negli antichi ground inglesi, a loro volta molto simili ai bassi di Ciaccona o di
Division Viol, formule ritmiche e melodiche trasgressive all’epoca, ma anche celeberrime in tutta Europa quanto oggi il Blues.
Si torna al ‘600 con il celebre Antidotum Tarantulae del matematico gesuita Athanasius Kircher, che nel suo trattato Musurgia universalis trascrive questo canto popolare pugliese e lo cita come “antidoto al morso della tarantola”.
Scrollalanza, traduzione italiana di Shakespeare, è un un antico cognome della nobiltà siciliana messinese, le cui sorti si intrecciano, secondo alcune leggende, con il mistero delle origini di Shakespeare e giustificherebbero la provenienza di molti dei suoi lavori da antiche fiabe siciliane, nonché la profonda conoscenza geografica della Sicilia, ambientazione prediletta di molte commedie. E questa suggestione non sfugge all’animo, profondamente legato alla sua terra, di Giovanni Sollima, che nel brano
Guglielmo Scrollalanza mostra di credere alla leggenda delle origini siciliane del poeta, stimolato in questo anche dalla personale lontana parentela con i Florio e i successivi Whitacker , famiglie che, sempre secondo la leggenda, sarebbero all’origine del drammaturgo inglese.

Il secondo concerto vede come protagonista il compositore e fisarmonicista francese
Richard Galliano. La sua musica ha come riferimento il jazz, ma soprattutto il tango di Astor Piazzolla, con il quale Galliano condivide lo strumento solista, e che è stato per lui importante fonte di ispirazione.
Il programma del concerto sarà quindi un percorso tra le musiche del grande maestro
argentino e le composizioni di Galliano.
Aprirà il concerto Contrafactus 2000 un brano per flauto e archi di Giovanni Sollima
dedicato al flautista Massimo Mercelli e composto nel 2001 su commissione dell’Emilia Romagna Festival. Così Sollima scrive del suo pezzo: per questo brano mi sono ispirato a Bach, e in particolare alla“Variatio 25” dalle Variazioni Goldberg, che trovo già di per se molto sinuosa , direi mediterranea, e di un cromatismo vertiginoso, il punto dove la costruzione razionale si “scioglie” sotto il calore espressivo….Io, ed è il solito vizio, mi sono limitato a “trascinare” tutto il più a sud possibile, isolando la melodia , affidandola al flauto, lasciandola “galleggiare” su un tappeto di archi fermi…. quasi usando una lente d’ingrandimento per percepirne la drammatica e crescente tensione. Dovrebbe “suonare” come una sorta di delirio barocco, tra archi “shackerati”e percussivi e moduli settecenteschi alternati a zone più techno.
La Milonga è una danza popolare di origine uruguaiana, e deriva dalla spagnola
Habanera.
Ha un ritmo molto simile al Tango, (2/4 invece di 4/4) e con questo viene spesso confusa.
La Milonga del Angel è stata scritta da Piazzolla nel 1962 Richard Galliano scrive il suo Opale concerto, nel 1994. Il primo movimento è ispirato alle origini mediterranee del compositore (il padre era italo-francese) mentre il nostalgico secondo movimento è dedicato ai panorami parigini; il “tempo ostinato” del finale è invece di chiara ispirazione tanghera.
Contrabajeando è un brano frutto della collaborazione tra uno dei mostri sacri del tango argentino dagli anni ’30, Annibal Troilo, e un giovane Astor Piazzolla. E’ dedicato al contrabbasso, strumento che solitamente svolge un ruolo di supporto ritmico e armonico, ma che qui diventa invece protagonista di grande virtuosismo che porta al limite massimo le possibilità stesse dello strumento.
Di Astor Piazzolla è la celebre Primavera Portena, scritta nel 1970 e ultima in ordine di composizione delle Cuatro Estaciones Porteñas, dedicate da Piazzolla alla sua città, Buenos Aires, cui segue, L’estate di Antonio Vivaldi nella trascrizione di Galliano per accordano e archi Chiude il concerto la Valse a Margaux, delizioso valzer in stile francese dedicato da Galliano alla piccola Margaux.
Il concerto del 20 luglio sarà dedicato agli ottoni e si svolgerà nel cortile del castello
scaligero. Il programma spazia dalla fanfara barocca di Gagliard Battaglia di
Samuel Scheidt, musicista tedesco a cavallo tra ‘500 e ‘600, alle musiche di C’era una volta il West di Ennio Morricone, passando dal ‘700 di Haendel e Pachbel, l’800 di Verdi, Bizet, Strauss e Brahms e il ‘900 di Rota, Newton e Piovani: cinque secoli di storia della musica rivisitati attraverso i suoni degli ottoni, strumenti che meglio di tutti si adattano all’ambiente medioevale del castello.

Il concerto dei percussionisti della Scala è dedicato a musiche del ‘900, dal Greetings to Hermann per tamburi e gran cassa, brano del 1987 del percussionista tedesco Hans-Günter Brodmann a Carusel, (1985) spettacolare e virtuosistico duo per marimba e vibrafono di David Friedman & Dave Samuels.
Clapping music, scritto 1972 dal musicista americano Steve Reich, viene eseguito senza strumenti, solo con il battito delle mani, ed è stato ispirato a Reich da uno spettacolo di flamenco, alla fine del quale musicisti e ballerini posano gli
strumenti ed iniziano a battere il tempo con le sole mani.
Children’s Songs (1984) del pianista americano Chick Corea viene qui eseguito nella
trascrizione per strumenti a percussione. Ispirato alle atmosfere africane è Changing Patterns per 8 congas di Hermann Regner, Tornano protagonisti gli strumenti ad arco nel concerto del 8 settembre: violino, viola e violoncello eseguiranno un piccolo capolavoro di un Franz Schubert diciannovenne, il trio incompiuto in si bemolle
. Scritto nel 1816, non fu mai completato.
Una vetta della musica di tutti i tempi sono le Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach Pubblicate nel 1745, sono dedicate a Johann Gottlieb Goldberg, a quel tempo in servizio a Dresda come maestro di cappella. L’opera è stata concepita come un’architettura modulare di 32 brani, disposti seguendo schemi matematici e simmetrie che le conferiscono tanta coesione e continuità da non avere eguali nella storia della musica. Insieme all’Arte della fuga può essere considerata il vertice
delle sperimentazioni di Bach nella creazione di musica per strumenti a tastiera, sia dal punto di vista tecnico-esecutivo, sia per lo stile che combina insieme ricerche di alto livello musicali e matematiche.
Il grande valore strutturale, l’irraggiungibile tecnica compositiva, l’abilità di toccare ogni possibilità espressiva del clavicembalo e la tecnica esecutiva richiesta fanno delle Variazioni Goldberg un vero monumento all’intelligenza del grande compositore.
La scrittura del brano permette l’esecuzione anche con strumenti diversi dal
clavicembalo, e verrà questa sera presentato nella trascrizione per trio d’archi.