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SE GLI ALBERI POTESSERO PARLARE

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JAPAN. 1951.

LA NATURA SI RACCONTA ATTRAVERSO LO SGUARDO

DEI GRANDI FOTOGRAFI DI MAGNUM PHOTOS
If trees could speak”: a Sirmione una mostra fotografica che intreccia sguardo umano e voce della natura, tra memoria, resilienza e connessione

Sirmione, 20 marzo 2026

Una mostra che esplora il dialogo fragile e necessario tra l’uomo e gli alberi, in un inedito percorso che invita a osservare, comprendere e prendersi cura del delicato equilibrio che ci unisce alla natura. Al centro, la forza della fotografia e la sua capacità di mostrarci questo legame essenziale.

La mostra

Cosa direbbero gli alberi, se potessero parlare? Se potessero raccontare ciò che hanno visto nei secoli, osservando le civiltà crescere e scomparire sotto le loro chiome, le ferite della guerra e la lenta guarigione della terra? A questa domanda prova a rispondere “If trees could speak” (Se gli alberi potessero parlare), la mostra che porta a Sirmione lo sguardo di quaranta fotografi e fotografe di Magnum Photos, l’agenzia che da oltre settant’anni racconta il mondo attraverso la fotografia d’autore.


Dopo la celebre mostra DOGDOGS di Elliott Erwitt del 2025, il Comune di Sirmione rinnova il legame con la prestigiosa agenzia internazionale presentando una rassegna curata da Andréa Holzherr (Global Cultural Director di Magnum Photos) e Mariangela Gavioli (architetto).

La mostra è stata inaugurata alla presenza del sindaco di Sirmione Luisa Lavelli, dell’assessore al Turismo Riccardo Genovesi e di Andréa Holzherr, Global Cultural Director di Magnum Photos, venerdì 20 marzo a Palazzo Callas Exhibitions a Sirmione e sarà aperta al pubblico dal 21 marzo al 12 luglio 2026, con ingresso gratuito.

Una relazione, quella con Magnum Photos, che affonda le radici nel tempo e che negli anni si è trasformata in una collaborazione virtuosa, capace di portare sulla sponda bresciana del Garda il meglio della fotografia internazionale.

I grandi fotografi in scena

Le voci silenziose degli alberi diventano un racconto visivo che attraversa continenti e generazioni. Dagli esemplari secolari del Madagascar immortalati da Steve McCurry ai boschi incendiati dell’Australia di Paolo Pellegrin, dalle foreste sacre del Giappone di Abbas agli alberi urbani di Martin Parr e Richard Kalvar, ogni immagine è un capitolo di una storia più grande.

Nel nominarne solo alcuni, siamo colpevoli di una sorta di “imperdonabile omissione”. Perché accanto a loro compongono questo corale racconto per immagini decine di altri grandissimi autori: 40 fotografi, 100 fotografie, uno sguardo plurale che intreccia reportage, poesia visiva e denuncia ambientale.

Come suggerisce Andréa Holzherr, gli alberi ci ricordano che “siamo ancora connessi, che ogni respiro che facciamo è condiviso con loro, che le nostre vite sono intrecciate attraverso scambi invisibili di aria, acqua e tempo”.

La mostra invita a fermarsi, osservare e ascoltare. Perché gli alberi non sono uno scenario ma presenze vive, testimoni silenziosi e compagni di viaggio dell’umanità. Essi abitano un tempo diverso dal nostro, fatto di stagioni e secoli, e la loro resilienza, come sottolinea ancora Holzherr, “non è solo una questione di forza, ma anche di flessibilità, come i rami che si piegano sotto il peso della neve, le radici che cercano l’acqua nei luoghi più impensabili o una foresta che ricresce dopo un incendio”.

Un allestimento inedito


Per la prima volta in assoluto, le fotografie della mostra sono state stampate su una speciale carta che contiene al suo interno dei semi. Al termine dell’esposizione, le stampe verranno piantate in un terreno a Sirmione per dare vita a nuovi alberi. In questo modo la fotografia, dopo aver comunicato attraverso la sua dimensione iconografica, torna simbolicamente alla terra da cui ha avuto origine per trasformarsi in una nuova pianta. Un gesto che racconta un ciclo che si chiude e, allo stesso tempo, che ricomincia.
All’interno della mostra è presente anche un “banco di lavoro” con terra, carta da piantare, acqua e luce, dove è possibile osservare il processo attraverso il quale le fotografie potranno essere “piantate”, trasformando idealmente la mostra in un giardino del futuro. Sono inoltre presenti alcune mensole espositive con materiali bibliografici di approfondimento dedicati al mondo vegetale.

«La fotografia porta con sé un messaggio attraverso l’immagine e custodisce anche una dimensione più profonda e fisica: quella di un seme che può tornare alla terra e generare nuova vita. – sottolinea Luisa Lavelli, – Un gesto potentissimo che trasforma l’esposizione in un giardino del futuro. Da anni Sirmione lavora con continuità sulle questioni ambientali, attraverso numerose iniziative e attività, tra cui interventi di manutenzione e salvaguardia del verde, attività didattiche nelle scuole e progetti artistici; oggi If trees could speak aggiunge un tassello a questo percorso con una mostra che è insieme arte, natura e impegno concreto».

L’impegno ambientale a Sirmione

If trees could speak” si inserisce in una più ampia attenzione che il Comune di Sirmione dedica da anni alle tematiche ambientali. Un impegno che si esprime anche nell’approccio etico degli ultimi progetti della Sirmione Photo ResidencyCustodi di Davide Greco, A RIVA di Simona Ghizzoni e Venature di Mattia Marzorati – e in iniziative concrete come la manutenzione

e la salvaguardia del verde, i programmi di alberature e le attività di educazione ambientale nelle scuole.

Così l’assessore al Turismo, Riccardo Genovesi:
«Con If trees could speak le immagini ci catturano e ci conquistano, ma ci spingono anche a riflettere sul delicato equilibrio che ci lega alla natura. Questa è la nostra visione di un turismo alto: un modello che sappia coniugare accoglienza, bellezza dell’esperienza e tutela dell’equilibrio, offrendo momenti preziosi di riflessione ed emozione, nel rispetto dell’ambiente e della comunità che lo vive»

DATI TECNICI

Fotografi in mostra:
Abbas – Olivia Arthur, Jonas Bendiksen, Ian Berry, Werner Bischof, Matt Black, Myriam Boulos, Rene Burri, Sabiha Çimen, Bruce Davidson, Cristina de Middel, Bieke Depoorter, Thomas Dworzak, Stuart Franklin, Bruce Gilden, Gregory Halpern, David Hurn, Richard Kalvar, Guy Le Querrec, Alex Majoli, Peter Marlow, Steve McCurry, Lorenzo Meloni, Rafal Milach, Wayne Miller, Nanna Heitmann, Emin Ozmen, Trent Parke, Martin Parr, Paolo Pellegrin, Mark Power, Lua Ribeira, Jerome Sessini, Lindokuhle Sobekwa, Jacob Aue Sobol, Alec Soth, Chris Steele-Perkins, Larry Towell, Alex Webb, Patrick Zachmann

Numero di fotografie: 100

Orari di apertura

Tutti i giorni 10:30-12:30 e 16:30-19:00

Venerdì e sabato 10:30-12:30 e 16:30-22:00

Chiuso il lunedì, eccetto festivi

Ingresso libero

If trees could speak sarà aperta al pubblico da sabato 21 marzo fino a domenica 12 luglio 2026 Informazioni: visitsirmione.com

Con il patrocinio di:
Regione Lombardia, Provincia di Brescia, Consorzio Lago di Garda Lombardia, Comunità del Garda, Gal Garda e Colli Mantovani, Garda Musei

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